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RECENSIONE / MOBA

League of Legends.

Un universo di campioni, una mappa da dominare.

Strategia di squadra, personaggi memorabili e partite che si decidono insieme.

Gratis per iniziare · Nessun denaro reale necessario
Logo ufficiale di League of LegendsSOLERQANTA REVIEW /2009
VOTO EDITORIALE9.2/10
SVILUPPATORERiot Games
PIATTAFORMEPC
RITMO / GIOCATORITattico · 5 contro 5

Recensione indipendente. SolerQanta non gestisce questo gioco, non è affiliata al suo editore e non vende contenuti o accessi. Cosa significa ↗

LA GUIDA COMPLETA

Perché giocare a
League of Legends?

In League of Legends due squadre di cinque campioni cercano di distruggere il Nexus avversario. La Landa degli evocatori combina tre corsie, una giungla e obiettivi neutrali: vincere richiede coordinazione, visione della mappa e conoscenza del proprio ruolo.

Come è nato.

Riot Games ha lanciato League of Legends nel 2009 e ha continuato a espanderlo con nuovi campioni, aggiornamenti delle mappe e modalità alternative. La sua identità nasce da un'idea chiara: un gioco competitivo che evolve nel tempo invece di fermarsi a una versione definitiva.

I continui interventi a campioni, oggetti e mappa hanno fatto di League of Legends un gioco da imparare più volte, non un prodotto fermo al lancio. Riot ha costruito attorno alla Landa degli evocatori un linguaggio competitivo stabile — corsie, giungla, torri, Nexus — che resta riconoscibile anche quando cambiano le strategie più efficaci.

La storia dietro
lo schermo.

I campioni provengono da Runeterra, un mondo di regioni e culture diverse. Demacia e Noxus incarnano visioni politiche opposte; Piltover e Zaun mostrano il contrasto fra progresso e disuguaglianze. Questa narrativa vive nelle biografie, nei racconti e nei media collegati, mentre ogni partita resta indipendente dalla cronologia del mondo.

Runeterra può essere esplorata anche fuori dalle partite: racconti e biografie legano campioni che sul campo potrebbero trovarsi in squadre opposte. I conflitti fra Demacia e Noxus o la distanza sociale tra Piltover e Zaun danno motivazioni e carattere alle figure giocabili. La partita resta una sfida astratta, non un episodio canonico della loro storia.

Cosa lo rende
speciale.

Riot mette al centro la padronanza: posizionamento, tempismo e collaborazione devono pesare più della spesa. Ruoli e campioni offrono molte strade per contribuire, dal proteggere un alleato al creare l'apertura decisiva in un combattimento.

Il design delle corsie assegna a ogni ruolo uno spazio da capire, ma gli obiettivi costringono a collaborare. Il drago e il Baron Nashor hanno valore perché trasformano controllo della mappa in pressione sulle strutture. Un campione può vincere un duello; la squadra deve comunque convertire quel vantaggio in terreno.

Curiosità e
primi passi.

Il Nexus dà il nome all'obiettivo finale di ogni partita; un vantaggio di eliminazioni non basta se la squadra non converte quel vantaggio in torri e obiettivi. Per i nuovi giocatori è utile scegliere un ruolo e pochi campioni, imparando prima la mappa.

Molti nomi della community, come 'gank' o 'last hit', indicano abilità molto concrete: sorprendere una corsia e dare il colpo finale ai minion. Imparare queste due azioni è più utile che memorizzare subito tutto il roster. Skin e altri extra sono facoltativi; il Nexus si conquista senza denaro reale.

La tua prima partita.

Due mosse concrete per entrare nel gioco senza acquistare nulla.

  1. Segui il tutorial e scegli un ruolo e due campioni facili da ripetere.
  2. Nelle prime partite guarda la minimappa, raccogli esperienza e privilegia le torri rispetto alle eliminazioni isolate.
Il nostro verdetto

Una scelta per chi ama studiare sistemi complessi e crescere con una squadra.

Per approfondire

Informazioni verificate a settembre 2026. Modalità, piattaforme e contenuti online possono cambiare.